vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Montecrestese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia del Verbano Cusio Ossola

Storia

L'Ossolano del Neolitico epoca in cui l'uomo si misurava coraggiosamente e sapientemente con la pietra fino a maneggiare quasi con disinvoltura anche grossi blocchi per costruire muraglie di sostegno e apparecchiature solidissime, ebbe infatti tutto il tempo per affinare con tecnica costruttiva che gli era suggerita dalla stessa natura delle pietre locali.
Le baite di Montecrestese appartengono infatti a questa epoca. Il nome che venne dato al popolo che volle fissare le sue dimore a Montecrestese e nell'Ossola, fu dagli storiografi detto "dei Leponzi".
Con la conquista romana delle Alpi, si tradusse per l'Ossola in un notevole incremento e sviluppo civile con l'aumento della viabilità dei Passi e quindi del commercio. Con questo anche Montecrestese ne approfittò per far conoscere i suoi prodotti, soprattutto il famoso vino "prunent", formaggi, burro, ricotta e prodotti di campo.
Di questo periodo a Montecrestese restano poche ma sicuramente interessanti prove. Tra le cose che ci sembra giusto segnalare, una tomba scoperta fra le frazioni di Giosio e Cardone nel 1850. L'unico suppellettile che si ha notizia è un vasetto a vernice rossa conservato dall'avvocato Giovan Battista Palletta.
Ci sono notizie anche di anni bui per la popolazione di Montecrestese; questo coincide con l'invasione Longobarda. Penetrati attraverso le Alpi, occuparono l'Italia settentrionale. Fu inizialmente una occupazione di tipo militare con l'intento di sfruttare la popolazione rendendola quasi schiava. Un terzo dei suoi prodotti doveva venire consegnato a loro.
Altro cenno storico doveroso di nomina è l'invasione svizzera del 1410; occupazione massiccia che vide gli svizzeri giungere sia dalla Val Divedro che dalla Valle Antigorio e probabilmente anche dalla Valle Anzasca attraverso il passo del Monte Moro. Per potersi liberare dagli invasori, chiesero aiuto al Conte Amedeo VIII di Savoia. A liberazione avvenuta, tutti gli Ossolani si apprestarono a fare giuramento di fedeltà al Duca di Savoia.
Gli svizzeri tornarono in Ossola nel 1417 e nel 1425 e sempre vennero respinti militarmente. I tentativi continuarono per tutto il secolo. Il più noto è segnalato nel 1487; per contrastarli vittoriosamente intervenne l'esercito mandato da Ludovico II Moro.
Durante tutto questo periodo di invasioni, Montecrestese, grazie alla sua favorevole posizione geografica, rimase un baluardo inattaccabile per la presenza sul suo territorio di difese naturali (vedi la valle dell'Impossibile da un lato, e rocce sul versante opposto).


Nel 1525 i primi vetri e le prime canne fumarie, mentre nei 1909 viene deliberata dal comune la costruzione della strada carrozzabile che congiunge Pontetto con la frazione Chiesa.
L'illuminazione pubblica compare a Montecrestese fra il 1929 ed il 1931. Nelle case abitate la lampadina sostituisce la lucerna a petrolio. Il telefono arriva a Pontetto nel 1935.
Più tardi, nel 1955, la linea telefonica (costruita a spese del comune) collega Pontetto con Chiesa; nel 1958 raggiunge Alloggio. Negli anni 45'/'53 vennero costruiti acquedotti; questi permisero di risolvere in parte i problemi di sicurezza ed interventi contro gli incendi.
Una prima iniziativa fu presa già nel 1901 con la costituzione del Corpo dei Pompieri. Nel 1920 viene fondato il Gruppo degli Alpini, e nel lontano 1896 è sorta la Banda Musicale mentre il Coro Valgarina nasce nel 1974; sempre in quest'anno nasce anche la Società Sportiva attualmente in piena attività.
In tempi più recenti sono state costituite anche la Corale Femminile e la Protezione Civile.

II significato della parola Montecrestese è: "Montagna costituita da croppi emergenti come creste".
Il comune è composto da una serie di nuclei abitativi sparsi su un territorio piuttosto vario. Alcune di queste frazioni in seguito sono state raggruppate: Pontetto, Groppo, Cadiano, Vigna, Roldo, Vignamaggiore, Portano, Cardone, Burella, Giosio, Oro, Prata, Naviledo, Alloggio, Nava, Chiesa, Lomese, Chezzo, Veglio, Croppomarcio, Roledo Castelluccio, Alleno, Spese, Croppola.
Il primo censimento viene eseguito nel 1731 al Catasto Teresiano mentre nel 1866 vengono censite le mappe Rabbini, che sono conservate tuttora presso l'archivio comunale.
II territorio è ricco di ritrovamenti megalitici, questo sembrerebbe attestare la presenza dell'uomo in questi luoghi nel periodo storico. Questi reperti sono visibili in località Castelluccio, Croppola e Naviledo.
La popolazione era di chiara origine votiva; lo testimoniano le numerose cappelle raffiguranti Madonne e santi, ed in quasi tutte le frazioni esiste un oratorio dedicato ad un Santo. Esistono pure molti affreschi religiosi su case private. Da un'osservazione degli antichi nuclei abitativi si deduce che la compattezza del tessuto residenziale aveva come giustificazione quella di sottrarre il minor spazio possibile al suolo produttivo. Tra questi nuclei esistono, ancora, strutture ad uso comune quali ad esempio forno per il pane, torchio, fontane, lavatoi. Gli edifici privati si suddividevano in abitativi, mista e rurale.
Quelle puramente abitative erano residenze signorili. La maggior parte erano miste, con stalla al piano terra, zona abitativa al primo e fienile al secondo che sconfinava nella zona chiamata "astric".
Il cosiddetto 'astric' era usato come fienile, essiccatoio oppure ad aia e laboratorio per uomini e donne nelle giornate più calde e luminose.
La costruzione di queste case veniva fatta con pietra squadrata a corsi abbastanza regolari. Le coperture in lastre di sasso (piode) a taglio irregolare.


Il territorio comunale si estende sino al confine di Stato con la Svizzera, fissato da apposite convenzioni internazionali.
Partendo dal Pizzo del Lago Gelato, tocca la Cima Tremellina dirigendo poi verso la Corona di Groppo; da qui si innesta fra la Val Maggia e la Valle Antigorio per ritornare poi verso sud-ovest toccando il Pizzo Croscili, il Pizzo Forno, Pizzo Bronzo e Passo Forcoletta.